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ROTARY E UNESCO INSIEME PER LA CULTURA E LO SVILUPPO

ROTARY E UNESCO INSIEME PER LA CULTURA E LO SVILUPPO

Nell’ambito dell’«Anno europeo del patrimonio culturale» il Rotary Distretto 2060 Nord-Est e il Rotary International, in collaborazione con l’Università di Padova, organizzano il convegno «Il Rotary per la Cultura e lo Sviluppo. Una sfida per il benessere di tutti». L'evento si svolge il 17 novembre 2018 alle ore 9 nell’Aula Magna di Palazzo Bo a Padova, sede dell'università patavina.

https://www.facebook.com/distretto2060/videos/960648817471905/

PROGRAMMA

09.00 Saluti istituzionali

Governatore del Distretto Rotary 2060 Nord-Est: Riccardo De Paola
Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Padova: Rosario Rizzuto
Sindaco di Padova: Sergio Giordani
Autorità Rotariane

10.00 -10.30
Dott.ssa Costanza Fidelbo, Rappresentante UNESCO, Assistant Project Officer in Culture Unit: “UNESCO e diplomazia culturale”

10.30 - 11.00
Prof. Pier Luigi Sacco, Docente di Economia della Cultura alla IULM di Milano e Special Advisor del Commissario Europeo Education, Youth, Sport and Culture: “L’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018”

11.00 TALK SHOW
Moderatore Giorgio Borile

Dott. Giorgio Andrian, Project Manager Padova Urbs picta: “Il significato di una candidatura UNESCO”
Dott. Corrado Azzollini, Direttore del Segretariato Regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Veneto e Friuli Venezia Giulia: “Rotary e Ministero dei Beni Culturali MiBAC scenari”
Dott. Andrea Colasio, Assessore alla Cultura, Comune di Padova: “Da Giotto alla Padova Carrarese: Urbs picta”
Prof.ssa Giovanna Valenzano, Prorettrice al patrimonio artistico, musei e biblioteche dell’Università di Padova
Dott. Giuliano Cecovini, PDG Distretto Rotary 2060, Presidente Commissione Tutela del Patrimonio Artistico e Culturale: “Importanza della conservazione del patrimonio culturale per il benessere di tutti”

Dott. Riccardo De Paola, Governatore del Distretto Rotary 2060: “Rotary e Cultura: un’occasione da non perdere”.

12.15 Conclusioni

Organizzatori: Rotary Distretto 2060, Rotary International
Con la collaborazione dell’Università degli Studi di Padova

Con il Patrocinio di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Veneto, Università di Padova, Comune di Padova, Giovani Industriali

Riprese e video realizzati da TV7 Triveneta.

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Bolzano il paradiso dei profumi

Bolzano il paradiso dei profumi

Castel Mareccio si trasforma nella Torre dei profumi

Quest’autunno Bolzano ha accolto la mostra più profumata dell’anno. Dal 25 settembre al 4 novembre 2018 Castel Mareccio ha ospitato “La torre dei profumi”, un’iniziativa dell’Assessorato al Personale, alla Scuola e al Tempo libero del Comune di Bolzano in collaborazione con l’Azienda di Soggiorno di Bolzano. 
Un viaggio nella storia di questa affascinante materia che è antica come la storia dell’uomo, raccontata però con il tono leggero della divulgazione con percorsi sensoriali e tante curiosità.

Un accento particolare viene posto sulla produzione locale: il nostro è un territorio dalla natura ricchissima anche per quanto riguarda l’olfatto.
L’olfatto appunto: un senso troppo spesso messo da parte, trascurato, anche se proprio attraverso il naso passano alcune delle sensazioni più piacevoli della nostra vita.
Ma non è tutto: durante l’intero periodo di apertura sono in programma coinvolgenti workshop dove imparare tutto sulle profumate erbe aromatiche e sul loro impiego per la salute, la bellezza e la gastronomia, sui contenitori delle sostanze profumate, sui libri da leggere per saperne di più anche su creme e saponi che sanno di erbe e fiori e su profumi dall’incantevole nota odorosa.

Ad aggiungere fascino a fascino la location prescelta: le sala Hendl, Virgil, Rosengarten e l’antico mastio di castel Mareccio.
Per l’occasione anche le passeggiate Lungotalvera sfoggiano l’ “abito delle feste” con tanti nastri colorati ad indicare il cammino, legati agli alberi odorosi là presenti.
Non mancheranno momenti coinvolgenti non solo per i turisti ma per tutta la popolazione locale, invitandoli alla colorata disfida per scegliere il più bel cestino di bicicletta adornato di fiori olezzanti. Il premio? Ma ovviamente un profumo!
La mostra si avvale del sostegno e della collaborazione della Società del Museo - Museo Civico di Bolzano, del Museo delle Donne e del Touriseum di Merano, del Museo de Gherdëina, della Giardineria comunale di Bolzano, Biblioteca Civica di Bolzano dell’Associazione dei Floricoltori dell’Alto Adige, della Farmacia Alla Madonna di Bolzano, della Vitalis Dr. Joseph di Brunico,  della Gesellschaft der Freunde islamischer Kunst und Kultur di Monaco di Baviera, del Centro Audiovisivi della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige e della Biblioteca del Comune di Brentonico.

Inaugurazione lunedì 24 settembre 2018 alle ore 18 a Castel Mareccio a Bolzano.

La mostra è visitabile a partire dal 25 settembre da martedì a sabato dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Chiusa sabato 13 ottobre.

Curatrice della mostra l’esperta di turismo culturale e comunicazione Laura Piovesan Schütz. 

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Museo Fünf Kontinente a Monaco di Baviera

Museo Fünf Kontinente a Monaco di Baviera

Il Museo Fünf Kontinente in Maximilianstraße a Monaco di Baviera, prima Museo Staatliches für Völkerkunde, fu fondato nel 1862 come il primo museo etnologico in Germania. Le collezioni di oggetti della vita quotidiana che sono state preservate e continuamente arricchite mostrano similitudini e differenze tra le varie culture dell'Africa, delle Americhe, dell'Asia, dell'Australia, dell'Oceania, dell'Oriente e dell'Europa.
Oggetti rituali o opere d'arte raccontano la ricchezza culturale dell'umanità e sono strettamente legati agli sviluppi locali, nazionali e internazionali. Esse sono inoltre sempre oggetto di ricerche storiche. Specialisti, curatori o artisti dei paesi di origine delle collezioni lavorano a stretto contatto con il museo, portando continui approfondimenti e apertura a nuove prospettive.
L'agenzia LPS ha visitato il Museo Fünf Kontinente. Molto interessante l'incontro al museo con il signor Werner Joseph Pich, presidente della Società degli amici di arte e cultura islamica e. V. in occasione della conferenza nel contesto della serie di eventi "Carpet Diem - Nell'universo di tappeti e tessuti".

L’associazione Gesellschaft der Freunde islamischer Kunst und Kultur e. V. (Società degli amici dell’arte e della cultura islamica) è stata fondata nel 1989 e persegue nell’interesse della comunità l’obiettivo di promuovere e “conoscere l’arte e la cultura islamica come un strumento importante per la comprensione tra i popoli”, costruendo occasioni di incontro fra il mondo occidentale e islamico. Sono quasi 300 i membri che vi appartengono in Germania e in Europa.
Nel 2003 l’associazione è stata un partner importante per la mostra “Nel segno di Aldebaran – l’Islam e la scienza” organizzato dall’Ufficio cultura della Provincia Autonoma di Bolzano, in collaborazione con la agenzia LPS.

https://www.museum-fuenf-kontinente.de/veranst…/carpet-diem/

https://www.freunde-islamischer-kunst.de/ 

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"Sigmundsherberg 1915-1918” on tour a Padova

Trasferta padovana per La Fabbrica del Tempo / Die Zeitfabrik: il 7 giugno alle ore 18.00 il progetto “Sigmundsherberg 1915-1918” verrà presentato al Museo Storico della Terza Armata.
Nel campo di prigionia di Sigmundsherberg in Bassa Austria furono detenuti durante la Prima guerra mondiale anche numerosi soldati veneti; di alcuni di loro, originari di Padova, rimane il ricordo nel cimitero militare di quella cittadina.
Interverranno il direttore del Museo Storico della Terza Armata, Ten. Col. Massimo Beccati, il responsabile dell’Associazione Amici Museo Storico Terza Armata, Lgt. Giovanni Pio Santoro, lo storico Riccardo Pasqualin, il presidente de La Fabbrica del Tempo Tiziano Rosani, Ulrike Kindl, già docente presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e Fabio Montella, uno degli autori del libro.
Il patrocinio del Comune di Padova si affianca per l’occasione al sostegno della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige, della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige e dei Comuni di Bolzano e Merano, che hanno reso possibile la realizzazione del progetto.

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Ugo Dossi in Espace La Stanza

Ugo Dossi in Espace La Stanza

Mostra personale del celebre artista tedesco Ugo Dossi.

Vernissage venerdì 20.04.2018, ore 18.00 con introduzione di Arnold Tribus.

In occasione del 15° anniversario della propria costituzione Il Circolo Culturale La Stanza di via Orazio a Bolzano organizza una speciale serie di manifestazioni. Ugo Dossi e Kiddy Citny, due rappresentanti di spicco dell’arte contemporanea, tedesca ed internazionale saranno i protagonisti dei due eventi top della programmazione 2018.

Venerdì 20 aprile si terrà il vernissage della mostra di Ugo Dossi, che resterà aperta fino al 5 maggio 2018.

Ad Ugo Dossi farà seguito Kiddy Citny, musicista, artista figurativo e autodidatta tedesco, famoso soprattutto per essere stato uno dei “pittori del muro” di Berlino, assieme al francese Thierry Noir ed altri, il quale esporrà le sue opere all’Espace La Stanza dal 08.05 al 23.05.18.

“Con due tra i maggiori artisti contemporanei tedeschi siamo riusciti a portare a Bolzano degli eventi di livello internazionale. 5 settimane di arte top all’insegna della sigla B-M-B (Bolzano-Monaco-Berlino) negli spazi espositivi dell’ESPACE La Stanza di Bozano!“ Pietro Marangoni, presidente del Circolo Culturale La Stanza è felice di questo riuscito asse geografico.

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"The tree for the future" Rotary Club Bolzano Bozen

Il 18 aprile alle ore 18, in occasione della Giornata della Terra, il Rotary Club Bolzano-Bozen ha piantato al NOI Techpark di Bolzano una giovane quercia "The tree for the future".
A seguire visita del NOI Techpark e aperitivo rinforzato.

“The tree for the future” è il titolo dell’operazione di civic work che il Rotary Club Bolzano – Bozen ha inteso realizzare nella nostra città grazie alla disponibilità e alla stretta collaborazione del “NOI Techpark”.
Rispondendo all’appello del presidente internazionale del Rotary, l’australiano Ian Riselej che ha incentrato la sua annata sui temi della sostenibilità ambientale guardando al futuro dell’umanità, il presidente del RC Bolzano Pietro Marangoni ha inteso testimoniare questo impegno sociale con la scelta di piantare un albero in un luogo simbolico – quale è il NOI Techpark. Un luogo dove si progetta il futuro e dove le giovani generazioni sono i protagonisti di un ambizioso progetto. Così come la tipologia dell’albero che i rotariani della nostra città hanno inteso previlegiare: una quercia. Una pianta che simboleggia la forza e la volontà di futuro. Per molte civiltà del passato la quercia aveva un chiaro significato di sacralità. Era un albero di culto non solo per greci, romani, celti e molteplici altre civiltà nordiche cui attribuivano significati di elevatezza spirituale, robustezza, volontà, nobiltà, saggezza, perseveranza e longevità.
La quercia che è stata piantata a cura del Rotary club di Bolzano nel giardino d’ingresso del NOI il 18 aprile 2018 alle ore 18 in occasione delle celebrazioni della “Giornata mondiale della terra”, intende contribuire a dare forma al nostro futuro dove eccellenza della scienza e della ricerca si coniuga al meglio con la sostenibilità dell’ambiente e della natura.
“The tree for the future” vuole costituire solo una piccola, ma simbolica testimonianza dell’impegno profuso sia dal Rotary internazionale che del Rotary club bolzanino che opera nella nostra città dal 1950 a favore della crescita culturale e sociale e in particolare delle giovani generazioni. E per ribadirlo è stato scelto il Parco tecnologico bolzanino.
Un ringraziamento particolare spetta ai vertici del parco tecnologico dell’Alto Adige e in particolare al direttore Ulrich Stofner, all’ing. Martin Vallazza e all’arch. Claudio Lucchin.

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Apertura della chiesetta S.Martino a Campiglio

Apertura della chiesetta S.Martino a Campiglio

I Volontari del Touring Club Italiano riaprono la chiesetta di S. Martino a Campiglio
Sabato 31.03.2018 dalle 14.00 alle 16.00

Con l’arrivo della primavera riparte a Bolzano il progetto Aperti per Voi del Touring Club Italiano, nel segno dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale.
A partire dalla settimana di Pasqua la rete locale dei Volontari per il patrimonio culturale del Touring Club di Bolzano, in sinergia con la Parrocchia del Duomo e l’Azienda di Soggiorno di Bolzano, aprirà le porte della chiesetta di S. Martino a Campiglio (Kampill) per il quarto anno consecutivo. Si tratta della chiesetta trecentesca sormontata da un alto campanile che caratterizza il panorama di Bolzano nord lungo l’Autostrada del Brennero.


Per dare la possibilità di visitare la chiesa ad una più ampia fascia di pubblico, quest’anno S. Martino a Campiglio accoglierà i visitatori nella giornata di sabato, dalle 14.00 alle 16.00, dal 31 marzo fino ad ottobre (l’ultima apertura di ogni mese sarà curata dai volontari del Touring, mentre le altre saranno a cura dell’Azienda di Soggiorno). A questa apertura si affiancherà nei prossimi mesi quella consueta della chiesa di San Giovanni in Villa, attualmente sottoposta a lavori di restauro.


Un’occasione straordinaria per scoprire a San Martino un bellissimo ciclo di affreschi quattrocenteschi. Un gioiello dell’arte sudtirolese poco noto a causa della difficoltà di accesso alla chiesetta stretta tra l’A22 e la statale nei pressi dello stabilimento della Mila. Però il sabato, in virtù di un accordo che l’Azienda di Soggiorno ha stretto con il Comune/Provincia di Bolzano, sarà tolto il divieto di parcheggio sotto la chiesa durante le ore di apertura della stessa. Dallo scorso anno ai piedi della chiesa esiste la fermata dell’autobus 183.
Ad accogliere i visitatori sabato 31.03.2018 dalle 14.00 alle 16.00: la Console di Bolzano del Touring Club Italiano Laura Piovesan Schütz e la volontaria Marina Mascher.


L’ingresso è libero.
Per informazioni su queste iniziative e adesioni ai “Volontari per il patrimonio culturale” del Touring Club Italiano ci si può rivolgere allo 0471 979711.

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MERANO:

MERANO: "LUOGHI DEL MODERNO 1920-1950"

“Luoghi del Moderno – Klares Bauen 1920-1950”
Presentazione a Merano del libro de “La Fabbrica del Tempo” sull’architettura razionalista internazionale

Appuntamento a Merano mercoledì 7 febbraio alle ore 19.00 presso Merano Arte, via Portici 163, per la presentazione anche nella città del Passirio dell’ultima impresa editoriale, ma solo in ordine cronologico, de “La Fabbrica del Tempo”:

“Luoghi del Moderno – Klares Bauen 1920-1950”, coordinato da Tiziano Rosani assieme a Marina Mascher e Patrick Rina, con la supervisione di Ulrike Kindl, si avvale di contributi in lingua italiana e tedesca di esperti e docenti di atenei italiani ed esteri e costituisce un’ulteriore tappa del percorso dedicato al Razionalismo dalla Fabbrica del Tempo, che da anni sta approfondendo il tema dell’architettura del Movimento Moderno. Tale percorso, avviato con una serie di conferenze seguite poi nel 2015 da una mostra e un libro dedicati all’edilizia privata degli anni Trenta in ambito bolzanino con “Luoghi del Moderno” amplia lo sguardo all’Italia e all’Europa, analizzando le diramazioni e connessioni del Movimento Moderno nelle sue varie declinazioni.

“Luoghi del Moderno” indaga diverse sfaccettature dell’architettura d’ispirazione razionalista, cosi come fu coniugata in molte nazioni europee: le sue origini, il suo sviluppo e gli esiti molteplici, a testimonianza del fatto che il movimento è stato uno dei più rilevanti e densi di conseguenze del secolo scorso. In tal senso l’iniziativa può rappresentare anche un contributo d’idee alla riflessione in corso sull’architettura del Novecento nella realtà altoatesina/sudtirolese.
Il valore delle correnti stilistiche razionaliste viene oggi riconosciuto internazionalmente mentre in diversi Paesi europei ed extraeuropei è in atto un ampio lavoro di riscoperta degli architetti che ne furono protagonisti. E inoltre proprio nella capacita di conservare le tracce del passato e di riflettere su di esso che si riscontra la maturità di un territorio.
L'assenza di una prospettiva storica di lunga durata – è certamente più facile attribuire valore di bene culturale a un edificio risalente ad alcuni secoli fa che a un fabbricato moderno – non giova alla ricezione critica di un tale patrimonio. La sfida attuale risiede proprio nel promuovere una coscienza critica diffusa in particolare nei confronti delle modalità della conservazione e della tutela.
Agevolare e proseguire questo delicato ma importantissimo processo di indagine critica del passato, salvaguardare le testimonianze architettoniche anche per attenzione verso le generazioni che seguiranno: esattamente in quest’ottica si inscrive questa nuova iniziativa de La Fabbrica del Tempo.

I temi del libro

La rivoluzione del movimento moderno in architettura nacque come una fenice dalle ceneri di quell’antica Europa distrutta da quella che viene considerata la catastrofe primigenia del Novecento. Sobrietà, solidità e l’eleganza delle linee chiare: i profeti del razionalismo erano alla ricerca di modelli non solo per disegnare edifici moderni e funzionali, ma anche progettare un futuro migliore. L’estetica delle forme pure e lineari era considerata una sorta di faro luminoso per indicare la via verso una nuova società equa e giusta, la vera meta del sogno razionalista. Costruire nuovi spazi, sia pubblici che privati, all’insegna della chiarezza, per fare crescere un’umanità moralmente forte nella mente e nello spirito, capace di creare un ordine politico e sociale rinnovato fin dalle fondamenta – ecco i programmi di massima dei padri nobili del razionalismo internazionale, Le Corbusier (1887-1965) e Walter Gropius (1883-1969).
Il movimento dovette fare ben presto i conti con le nascenti ideologie di destra e di sinistra. Tutti i regimi totalitari si servirono delle idee funzionali e della bellezza intrinseca dei disegni architettonici a linee chiare, ma né il fascismo né la dittatura sovietica o riuscirono a cancellare il fascino del messaggio profondamente etico del movimento moderno.

Il volume della Fabbrica del Tempo riprende il dibattito sul ruolo del movimento moderno in architettura, ampliandone il discorso verso la dimensione europea del razionalismo, focalizzando però al contempo la discussione con maggior rilievo sul lato locale. Il volume è introdotto dai saggi programmatici sulla definizione di concetti come “funzionalismo” e “razionalismo”, oppure “cultura progettuale”. La parte centrale è dedicata alla rassegna dei movimenti del razionalismo internazionale, con contributi sul Bauhaus tedesco, su Svizzera, Francia e Austria, sull’ex URSS, sui Balcani, sul caso atipico dell’Inghilterra. Particolare attenzione è riservata al fenomeno dell’edilizia popolare degli anni Cinquanta e Sessanta, nata e cresciuta proprio seguendo gli insegnamenti del razionalismo funzionale. Viene posto anche il problema della tutela di quell’immenso patrimonio di “arte povera”. Un passo fuori dall’Europa porta quindi ad Asmara con i piani ed i progetti pensati per la sua pianificazione urbanistica.

A Ulrike Kindl (professoressa emerita presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia) è affidato l’articolo introduttivo del libro: “Luoghi del Moderno – Klares Bauen”; Ute Poerschke (Pennsylvania State University) con “Ringen um Worte, Klärung der Ideen: Rationalismus und Funktionalismus” chiarisce nel suo contributo la terminologia specifica; Federica Dal Falco (Università Roma La Sapienza – Dipartimento di Pianificazione, Design e Tecnologia dell’Architettura) espone “Il design integrale del Razionalismo italiano”, visto come insieme di stili della cultura progettuale romana tra tradizione e modernità; Ulrike Kindl riprende la parola con un testo sul Bauhaus, indubbiamente la maggiore scuola razionalista fra le guerre, intitolato “Modell Bauhaus: Anspruch und Wirklichkeit einer Idee”; Harald Stühlinger (Fachhochschule Nordwestschweiz – Hochschule für Architektur, Bau und Geomatik) che con i tre contributi “Le Corbusier et al. – Der franzosische Beitrag zur architektonischen Moderne”; “Das Land der zwei „Modernen“: Funktionalistische Architektur im Österreich der Ersten Republik” und “Geburtshelfer der Moderne: Der schweizerische Beitrag zur funktionalistischen Architektur” pone particolare accento sugli sviluppi razionalistici in Francia, Austria e Svizzera; Alessandro De Magistris (Politecnico di Milano – Dipartimento di Architettura e Studi Urbani) indaga le avanguardie e i razionalismi ne “Gli anni Venti in URSS ed Europa centrale”; Angelo Maggi (Università IUAV di Venezia) racconta le “Fragmented visions” del modernismo in Inghilterra e la sua veicolazione attraverso le riviste e l’editoria d’architettura; il team formato da Francesca Calace, Anna Bruna Menghini e Giuseppe Resta (Politecnico di Bari) tratta “Il razionalismo nei Balcani: il problema dell’identità architettonica in una complessa geografia culturale”; Silvia Malcovati (Fachhochschule Potsdam – Studiengang Entwurf und Städtebau) si concentra su “Il Razionalismo italiano e l’architettura della città”; Ute Poerschke (Pennsylvania State University) con il suo secondo contributo “Vom landschaftsorientierten Siedlungsbau zum Zeilenbau: Städtebau in der Weimarer Republik” pone ulteriore attenzione allo sviluppo del Razionalismo tedesco nel primo dopoguerra; Rainer Schützeichel (ETH Eidgenössische Technische Hochschule di Zurigo) sviluppa ulteriormente il tema col testo “Zeile um Zeile: Der Siegeszug einer Typologie im funktionalistischen Siedlungsbau der Zwischenkriegszeit”; Elio Trusiani (Università degli Studi di Camerino) porta quindi ad esempio “La pianificazione urbanistica di Asmara con relativi piani e progetti dal 1936 al 1941”; Paola Ascione (Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Architettura) ci parla dell’ “Updating e tutela del patrimonio moderno tramite un approccio “responsabile” alla riqualificazione di un quartiere d’autore non vincolato”; si torna infine in terra altoatesina/sudtirolese con il contributo di Waltraud Kofler Engl (Ufficio Beni architettonici e artistici della Provincia Autonoma di Bolzano) “Der Rationalismus und die Stadterweiterung des faschistischen Ventennio in Bozen”.

Ad arricchire il volume, prezioso materiale fotografico e documentario, messo a disposizione innanzitutto dagli autori, quindi da Ufficio Beni architettonici e artistici della Provincia Autonoma di Bolzano, Archivio Storico del Comune di Bolzano, Politecnico di Torino, Archivio privato Franco Tagliarini di Roma, Archivio Miori di Bolzano, dai fotografi Florian Castiglione, Stefan Olah, Stefano Topuntoli e Giovanni Fasanella, addetto culturale dell’ambasciata d’Italia ad Asmara (Eritrea).

Hanno appoggiato il progetto e concesso il logo le seguenti istituzioni: Università Roma La Sapienza – Dipartimento di Pianificazione, Design e Tecnologia dell’Architettura; Fachhochschule Nordwestschweiz – Hochschule für Architektur, Bau und Geomatik; Politecnico di Milano – Dipartimento di Architettura e Studi Urbani; Università IUAV di Venezia; Politecnico di Bari; Fachhochschule Potsdam – Studiengang Entwurf und Städtebau; Università degli Studi di Camerino; Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Architettura; Ufficio Beni architettonici e artistici della Provincia Autonoma di Bolzano.

La realizzazione del libro “Luoghi del Moderno – Klares Bauen 1920-1950” è stata resa possibile grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Bolzano – Ripartizione Cultura italiana, della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige; dei Comuni di Bolzano e Merano, della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, nonché dell’albergo alla Torre/Siegler im Thurm e della ditta Martone di Merano e della casa d’aste Bozner Kunstauktionen di Bronzolo.

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CinéVenerdì al Ciné Museum di Bolzano

CinéVenerdì al Ciné Museum di Bolzano

Il 1 dicembre alle ore 18.30 proiezione del film "The english patient", con un'introduzione speciale di Neva Capra, direttrice del Museo Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni, che parlerà dell'aviazione militare nel 1915. A seguire rinfresco "in volo".

a Bolzano il primo museo del cinema del Triveneto e del Tirolo (Austria)

Nasce a Bolzano la prima raccolta di materiale cinematografico più completa e ricca del Triveneto e Tirolo con oggetti, proiettori, locandine e molti altri oggetti proveniente dal fantastico mondo del cinema.

Questo non è solo un museo, almeno non nel senso tradizionale del termine.
Si tratta di 500 mq di esposizioni e mostre, 4 rassegne annuali per un totale di 36 film, una sala conferenza da 40 posti a sedere e una sala cinematografica Dolby Surround.
La programmazione della sala prevede l'organizzazione di retrospettive, eventi speciali, anteprime, incontri con personalità del mondo del cinema e della cultura, dibattiti, conferenze, presentazioni di libri. Nella maggior parte dei casi, si proiettano i film in versione originale.

Il museo nasce da un’idea Natalino Bernato, ex storico gestore di sale di cinema a Bolzano, il quale afferma: “questo sarà lo spazio per i ricordi ma anche per il futuro, qui si mostra la vita del cineasta com’era in passato e come si è evoluta negli anni, e abbiamo in mente di rendere questo museo la CASA del cinema”.
Grandi le aspettative di chi in questi anni ha lottato per portare avanti il progetto e portare nel capoluogo questo pezzo di storia, che parte dalle macchine dei primi decenni del ‘900 fino agli anni ’90.
Il museo contiene molte attrezzature, proiettori a pellicola 35mm e 70 mm, laser, strumenti per il montaggio ma non solo, vi sono anche conservati dei veri e propri cimeli, come i biglietti del cinema Concordia, con tanto di prezzo e timbro; vi sono poi le insegne, le lavagne e pure una ricostruzione fedelissima di una cabina della biglietteria con tanto di caramelle e pop corn; il tutto accompagnato in sottofondo dalle musiche delle colonne sonore.
La prospettiva per il futuro è quello di far diventare il museo una vera scuola di cinema, con corsi di montaggio, dove si potrà studiare storia cinematografica, video e recitazione ma anche praticare diverse attività come quella dei video documentari.
Il vero scopo è quello di poter condividere questa grande passione e conoscenza con i più giovani, per ricreare un cinema di qualità.

Cinè Museum
Via Kravogl 8 – 39100 Bolzano
Apertura: mar-mer-ven-sab
9.30-12.00 / 15.00-18.00
Tel 342 9665000

cinemuseum@virgilio.it
www.cinemuseum.eu

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TCI Trento: Visita al Palazzo Rosmini di Rovereto

TCI Trento: Visita al Palazzo Rosmini di Rovereto

Il Touring Club Italiano di Trento organizza sabato, 2 dicembre 2017 una visita al Palazzo Rosmini di Rovereto

Il ritrovo è alle ore 10.30 in Via Stoppani 3 a Rovereto. La visita termina alle ore 12.00.

Famiglia Rosmini
I Rosmini, una tra le più facoltose famiglie della città, è presente a Rovereto fin dal XV secolo, come si può rilevare dalla documentazione giunta a noi, grazie alla raccolta di testimonianze intrapresa all'inizio del XVIII secolo da Nicolò Ferdinando Rosmini, collezionista di documenti di ogni genere.
Storia dell'edificio
Il palazzo in cui nacque Antonio Rosmini-Serbati apparteneva in origine alla facoltosa famiglia roveretana dei Parolini. Il trisnonno di Antonio, Nicolò Rosmini il giovane (1656-1715), rientrato da Padova, sposò Cristina Parolini - ultima discendente di questa illustre famiglia - e si trasferì nella dimora della moglie in località "al Portone", così denominata per la presenza di un portone - demolito nel 1876.
Quest' unione matrimoniale diede origine al ramo dei Rosmini al Portone - in seguito Rosmini-Serbati - che in questo palazzo abitarono ininterrottamente fino all'estinzione della famiglia. Successivamente venne abitato - come lo è tutt'oggi - dai Padri Rosminiani.

Il palazzo
La residenza rustico-signorile sorgeva al tempo in aperta campagna, fuori dalla cinta muraria. L’aspetto attuale è dovuto all’ingegnere Mascanzani, su disegno dell’architetto Ambrogio Rosmini, zio del grande pensatore.
Il palazzo presenta arredi originali, tra cui la stanza natale di Antonio, l’appartamento dello zio Ambrogio e la Sala degli Specchi. Il vero gioiello è la biblioteca storica, che spazia in ogni campo del sapere con circa 15.000 volumi.
Integrano il patrimonio di Casa Rosmini una raccolta di stampe antiche ed una quadreria, quest’ultima ammirabile nella visita, prodotte dalla passione per l’arte dell’architetto Ambrogio.

Biblioteca Rosminiana
Fu istituita nel 1985 su impulso della Comunità di Padri Rosminiani di Rovereto per far conoscere la figura ed il pensiero del Fondatore, il filosofo roveretano Antonio Rosmini e di mettere a disposizione della collettività il suo patrimonio librario ed archivistico.
Collocata all’interno di Palazzo Rosmini, c’è una biblioteca specialistica con indirizzo filosofico-teologico. Grazie a una convenzione tra Padri Rosminiani e Provincia Autonoma di Trento e all’impegno dei Padri Rosminiani a collaborare alla realizzazione e al costante aggiornamento del CBT, prese avvio un programma di cooperazione bibliografica con condivisione delle informazioni con le altre biblioteche partecipanti.
Guida: Padre Pangallo responsabile dei padri Rosminiani.

Informazioni e prenotazioni: Console: Tiziana Rusconi
• Tel.: 3381220199
• E-mail: tizibizzy@yahoo.it
http://www.touringclub.it/evento/palazzo-rosmini-di-rovereto

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"Le vie medievali dell'Impero"

Convegno internazionale

La valorizzazione del patrimonio storico mitteleuropeo "Le vie medievali dell'Impero" 

30 Novembre 2017, Bolzano, Palazzo Widmann

Un Convegno internazionale che coinvolge Enti, Organizzazioni, Professionisti ed Operatori interessati alla valorizzazione del patrimonio storico mitteleuropeo in quanto preziosa risorsa per la tutela e lo sviluppo del territorio. Questo è l’obiettivo dell’appuntamento promosso dall’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, dalle Province Autonome di Trento e Bolzano e dal Land del Tirolo, con il contributo della Regione Trentino-Alto Adige, della Fondazione della Cassa di Risparmio di Bolzano e di Autostrada del Brennero SpA.
Nell’analizzare le opportunità rese disponibili dallo Stato e dall’Unione Europea per progetti finalizzati alla promozione del patrimonio storico, il Convegno mira a creare le premesse per la costituzione di una partnership tra Organizzazioni ed Istituzioni di Germania, Austria ed Italia finalizzata alla realizzazione di uno strumento concreto: l’itinerario culturale “Le Vie dell’Impero”. Com’è noto, a partire dal X sec. il Tirolo è stato teatro delle discese dalla Germania dei Sovrani del Sacro Romano Impero, che con i loro eserciti erano diretti a Roma per l’incoronazione papale o scendevano nella penisola per rafforzare il loro potere nei confronti delle nascenti autonomie comunali. Le Vie di passaggio utilizzate da questi eserciti conservano ancora le numerose strutture fortificate sorte per il controllo del territorio. L’Itinerario “Le Vie dell’Impero” intende ricostruire il percorso degli Imperatori, dalla Baviera alla Pianura Padana: un progetto che intende coinvolgere tutti coloro che sono interessati alla valorizzazione culturale e turistica del territorio e che porterà alla riscoperta
delle tracce di un passato di grande suggestione, facendo rivivere storie e luoghi capaci ancor oggi di generare emozioni. Un viaggio che, iniziato recentemente con una serie di iniziative editoriali, trova con questo Convegno gli stimoli per portarci a riscoprire quei legami storici e culturali che costituiscono l’essenza delle comuni radici degli Stati d’Europa.

PROGRAMMA
9:00-10:00 • Registrazione Partecipanti

10:00 – 10:30 • Gli indirizzi di saluto Florian Mussner, Assessore ai Beni Culturali della Provincia autonoma di Bolzano
Tiziano Mellarini, Assessore alla Cultura della Provincia autonoma di Trento

10:30 – 11:30 • Introduzione Le radici dell’identità culturale del Tirolo storico. Christoph von Ach, Segretario Generale, Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino “Le Vie medievali dell’Impero”: l’idea progettuale. Filippo M. Cailotto, Presidente Associazione culturale “I Tesori del Tirolo storico”. Loredana Borghesan, Presidente Associazione Città Murate del
Veneto. Carl-Philipp barone Hohenbühel, Presidente del Südtiroler Burgeninstitut

11:30 – 12:45 • Le attività delle organizzazioni di settore Le attività di promozione del patrimonio medioevale. Fabio Pignatelli della Leonessa, Presidente nazionale Istituto
Italiano Castelli. Georg Spiegelfeld-Schneeburg, Presidente Gesellschaft für Landeskunde und Denkmalpflege, Österreich.Wilfried Lipp, Presidente Österreichischer Nationalkomitee
ICOMOS. Daniel Mascher, Board di Europäischen Burgeninstitutes

12:45 – 14:00 • Light Lunch con degustazione di prodotti tipici

14:00 – 15:00 • Il quadro normativo e le attività di valorizzazione. Valorizzare il patrimonio storico e le comuni radici culturali degli Stati d’Europa. Philippe Daverio, Professore ordinario presso la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Palermo. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio e le attività di valorizzazione. Franco Marzatico e Luca Gabrielli, Soprintendenza ai Beni Culturali della Provincia di Trento. La Cooperazione Territoriale europea e i programmi di valorizzazione del patrimonio. Massimo Rigoni, Unità Organizzativa Cooperazione Territoriale e Macrostrategie Europee - Regione del Veneto

15:00 – 16:30 • Le opportunità di valorizzazione del patrimonio storico mitteleuropeo

• Gianni Perbellini, Presidente Onorario del Consiglio Scientifico di Europa Nostra. “EU Prize for Cultural Heritage”.

• Federico Massimo Ceschin, Segretario Generale di “Cammini d’Europa”. La dimensione degli Itinerari Culturali, dal locale al globale.

• Hartmut Röder, Presidente di ECCOFORT. FORTE CULTURA, l’itinerario culturale europeo del patrimonio fortificato.

• Dirk Röder, Board di ECCOFORT. FORTS-2-MARKET, strategie di marketing per il patrimonio fortificato della rete europea.

• Christoph Tschaikner e Laura Piovesan Schütz, “Via Claudia Augusta”. Il Progetto “Via Claudia Augusta”.

16:30 – 17:00 Coffee break

17:00 – 18:00 • Il progetto “Le Vie dell’Impero”, un’opportunità per il patrimonio medievale mitteleuropeo. Carlo Romeo. Il periodo storico David Mascher. Il patrimonio tirolese e tedesco Roberto Codroico. Il patrimonio trentino e alto-atesino Flavio Rodeghiero, Le città murate del Veneto

18:00 – 18:30 • Conclusioni – Tavola rotonda

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McHappy Day 2017

McHappy Day 2017

McHAPPY DAY 2017
16 ANNI DI SOLIDARIETA’
Raccolta fondi per Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald in occasione della Giornata Mondiale del Bambino.

McDonald’s – McDrive - Via Buozzi a Bolzano continua la sua tradizione partita nel 1985 di aiutare a donare momenti felici ai bambini ammalati

Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald presenta il 16° McHappy Day, iniziativa straordinaria di raccolta fondi, che serviranno per supportare le 4 Case Ronald (Brescia, Roma Palidoro, Roma Bellosguardo e Firenze) e le 2 Family Room (Alessandria e Bologna), vere e proprie “case lontano da casa” per le famiglie dei piccoli pazienti di alcuni dei principali ospedali pediatrici italiani e permettere loro di restare uniti.
Peter Schütz, storico licenziatario di McDonald’s Bolzano dal 1985, sostiene da sempre iniziative di solidarietà e anche quest’anno aderisce con il suo staff all’evento McHappy Day con una serie di eventi.
In occasione della Giornata Mondiale del Bambino, che sarà il 20 novembre, McDonald’s organizza infatti nei suoi 530 ristoranti dal 12 al 26 novembre la due settimane del McHappy Day, un evento di solidarietà per regalare sorrisi e momenti “happy” alle famiglie in difficoltà. Saranno 15 giorni ricchi di attività e iniziative speciali a sostegno delle 4 Case Ronald e le 2 Family Room in Italia, che hanno ospitato finora oltre 33.000 bambini.
McDonald’s – McDrive - Via Buozzi ha programmato una serie di eventi con l’aiuto di tante associazioni locali ed amici che saranno presenti al ristorante per sostenere la raccolta fondi.

In ogni ristorante, a disposizione dei clienti, ci sarà anche una speciale cornice che potrà essere utilizzata da tutti per scattarsi un selfie, che invitiamo a condividere sui social con l’hashtag #momentiMcHappyDay. Un gesto simbolico che renderà così ancora più visibile l’impegno di tutti per sostenere la missione di Fondazione Ronald.
Mettiti in posa, sorridi e di’ “McHappy Day!”.

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